L'esenzione dell'Ici da parte della Chiesa cattolica toglie allo Stato circa 100 milioni di euro, una cifra ininfluente per il bilancio pubblico, e che tra l'altro comprende anche tutti gli altri enti no profit. Molto di meno, quindi, delle stime di 1-2 miliardi fatte rimbalzare nei media in questi giorni e che avevano contribuito ad alimentare le polemiche.
Questa nuova valutazione viene riferita da Milano Finanza in un articolo di Andrea Bassi, e arriva dalla fonte più attendibile in materia: il Ministero dell'Economia.
Una prima stima realistica era stata fatta dall'Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, ossia di coloro che dovrebbero incassare le somme. Ne usciva fuori una cifra di 450 milioni di euro, che costituiva l'ammontare massimo ottenibile applicando l'Ici anche agli immobili della Chiesa.
Una cifra che adesso va corretta verso il basso, perché per la prima volta è arrivata dal Ministero dell'Economia una valutazione ufficiale dell'ammanco per le casse pubbliche dovuto all'esenzione dall'Ici degli enti non commerciali. Sono dati quindi che comprendono non soltanto la Chiesa ma anche onlus, enti del volontariato e fondazioni varie.
A fare i conti è stato il gruppo di lavoro guidato dall'attuale sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani, che era stato incaricato dall'ex ministro Giulio Tremonti di censire tutti i regimi di favore che erodono il gettito fiscale.
All'interno del poderoso volume, da poco pubblicato sul sito internet del ministero dell'Economia nella sezione "Documenti e pubblicazioni", una scheda ad hoc è dedicata proprio a "Ici-Enti non commerciali".
Riportiamo questa scheda in calce all'articolo.
Il documento spiega che, «sulla base dei dati presi in esame, è stata ricostruita la platea degli enti fruitori della misura Ici e dei relativi immobili con una perdita di gettito pari a circa 100 milioni, ottenuta simulando l'abrogazione delle disposizioni in esame». Oltre alla Chiesa, dunque, all'interno di questa stima rientrano anche tutte le altre categorie di contribuenti che godono dell'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili.
Il commento di Milano Finanza: «Tanto rumore per nulla».
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Scheda 2.169 : ICI - Enti non commerciali (enti ecclesiastici, ONLUS ed enti di volontariato) (Art. 7, comma 1, lett. i) del D.L. n. 504 del 1992 - Misura n. 603)
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| Descrizione della misura: La disposizione prevede l'esenzione dall'Imposta comunale sugli immobili (ICI) per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'art. 73, comma 1, lettera c), del TUIR destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'art. 16, lettera a), della Legge 20 maggio 1985, n. 222 (attività dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana). |
| Fonte informativa: Dichiarazioni dei redditi UNICO-Enti non commerciali e Anagrafe unica delle ONLUS. |
| Metodologia di stima: Sulla base dei dati presi in esame ä stata ricostruita la platea degli enti fruitori della misura ICI e dei relativi immobili con una perdita di gettito pari di circa -100 milioni di euro, ottenuta simulando l'abrogazione della disposizione in esame. |
Commenti
ICI Chiesa Cattolica
Mi occupo del settore non profit da anni e confermo che le agevolazioni ICI riguardano non solo gli immobili della Santa Sede, delle Diocesi e di Enti non commerciali d'ispirazione cristiana, bensì anche gli immobili degli Enti non commerciali d'ispirazione laica. Sono grato al servizio reso in termini di valore dell'esenzione, ma sottolineo che le attività degli Enti non commerciali d'spirazione cristiana o laica, fanno risparmiare allo Stato il costo di tutte le iniziative promosse. Lo Stato (ed i Comuni) non deve porsi il problema di togliere eventuali esenzioni, bensì di dare sovvenzioni affinchè le iniziative degli enti non commerciali, per le attività non commercili, possano crescere a beneficio della singola persona (giovane, adulta, sana o malata) ed a beneficio dell'intera società, locale, provinciale, regionale, nazionale. L'Italia sta in piedi con l'apporto grande e meritorio del Terzo Settore e non per le urla stonate di gruppi che pensano in negativo o con pregiudizi risorgimentali. Auguri per il vostro impegno a ristabilire la verità. Roberto Zambiasi - Dottore Commercialista in Milano
grazie!
grazie mille per il contributo e per gli auguri