Scienziati cattolici: chi era Angelo Secchi, il gesuita che ha fondato la spettroscopia astronomica

di Francesco D'Ugo, 7 luglio 2020

Come abbiamo già detto in varie occasioni sono diversi gli uomini e le donne di fede cattolica ad aver contribuito a vari campi delle scienze, nonostante spesso si pensi che scienza e fede siano in contraddizione.
Oggi parliamo di Angelo Secchi, il gesuita astrofisico che fu il padre della spettroscopia astronomica. Questa disciplina permette, attraverso lo studio dello spettro elettromagnetico, di derivare le proprietà fisiche delle galassie e delle stelle distanti, come ad esempio la composizione chimica, la temperatura, la densità, la massa, la distanza, la luminosità e, usando le misure dell'effetto Doppler, il loro moto relativo. Fino a quel momento l’astronomia si occupava principalmente di determinare la posizione dei corpi celesti e non delle loro proprietà fisiche. Per questo articolo ci siamo serviti della pagina dedicata ad Angelo Secchi sul sito del DISF (Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede). 

La formazione scientifica di Angelo Secchi

Padre Angelo Secchi nasce nel 1818 in una famiglia di estrazione sociale modesta di Reggio Emilia. Comincia la sua istruzione a 10 anni presso Collegio dei Padri gesuiti di Reggio e, a 15 anni, viene ammesso al noviziato della Compagnia di Gesù a Roma. Nel 1847, a 29 anni, viene ordinato sacerdote. 

Sin dal suo arrivo a Roma mostra una certa inclinazione per le scienze e la matematica, ma la sua formazione fu interrotta dai moti del 1848 che portarono allo scioglimento e all’esilio volontario dei membri Compagnia di Gesù. Per questo motivo Angelo Secchi si trasferì negli Stati Uniti, dove completò la sua formazione presso il Georgetown College di Washington, dopo un breve periodo a Stonyhurst in Inghilterra. 

A questo periodo risalgono le prime pubblicazioni scientifiche e negli USA ebbe l'occasione di entrare in contatto con un ambiente scientifico vivace e innovativo che gli permise di apprendere le teorie più moderne nel campo della fisica e della meteorologia. Tornerà a Roma dopo la caduta della Repubblica Romana e lì fu chiamato a dirigere l’Osservatorio del Collegio Romano. 

I principali contributi scientifici di Angelo Secchi

I suoi principali contributi scientifici in quel periodo furono la misurazione della base geodetica sulla via Appia, elemento fondamentale per disegnare le mappe prima dei satelliti, la progettazione dell’innovativo meteorografo, strumento per per la registrazione giornaliera dei dati meteorologici (per il quale fu insignito della Legion D’Onore da Napoleone III in persona), il miglioramento del «servizio dell'ora» per la segnalazione del mezzogiorno e diverse consulenze scientifiche per molte opere pubbliche dello Stato Pontificio come acquedotti, l'adozione di misure antincendio e l’installazione di parafulmini sui principali monumenti.

L’astrofisica 

Padre Angelo Secchi comincia a studiare gli spettri stellari nel 1863 e questo studio lo condurrà ad una delle prime classificazioni delle stelle per tipi spettrali, un lavoro pionieristico che costituirà il punto di partenza delle principali classificazioni eseguite negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo. Una delle principali scoperte in questo campo fu che, applicando uno spettroscopio al cannocchiale, era possibile poi ricostruire una mappa dettagliata della composizione chimico-fisica dell'astro che si studiava. Furono fondamentali i suoi contributi per la comprensione della natura chimico-fisica del Sole. 

Scienza e fede

Era molto chiaro per Angelo Secchi come dovesse essere il rapporto tra fede e scienza tanto da esprimere questa convinzione: «La scienza è dono di Dio» (APUG, 2.VII.a, p. 17). 

Infatti questo tipo di studi, secondo lui «facilitano l'intelligenza delle cose divine». 

Vivendo durante i primi anni dell’Unità d’Italia, poi, non mancarono le difficoltà nei rapporti, da una parte con il mondo laico, dall’altra con i più radicali difensori dello Stato Pontificio: infatti se da alcuni veniva accusato di falsificare la fisica con la teologia altri che si era troppo discostato dalla fisica di san Tommaso e degli aristotelici. Ma ai primi rispondeva che «coi suoi progressi, però, la scienza non è arrivata a fare a meno di Dio», mentre ai secondi che «se san Tommaso fosse stato a' tempi nostri, non avrebbe adottato la fisica che adottò ma avrebbe preso quella adesso in uso nelle scuole ai tempi nostri, come allora prese quella in uso a tempo suo».

Quello che, però, era indubbio per i componenti della comunità scientifica internazionale era che padre Angelo Secchi fu un grande scienziato in grado di dare contributi importanti e di incarnare un’ottima sintesi tra uno scienziato e un uomo di fede. 

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