Quanto guadagna un sacerdote? Tutti i numeri e i criteri

di Gianluigi Marsibilio, 19 novembre 2020

Anche i sacerdoti fanno la spesa. Ma quanto guadagna un sacerdote? I parroci guadgnano di più degli insegnanti di religione? In questo articolo approfondiamo i criteri con i quali i sacerdoti in Italia percepiscono stipendio.

Quanto guadagna un sacerdote?

Un sacerdote può guadagnare da un minimo di 1.008,80 ad un massimo di 1.904,11 euro lordi mensili, a seconda della quantità di incarichi che ricopre (parroco, vice parroco, incaricato presso ospedali, caserme eccetera).

Ad occuparsi della remunerazione del clero è un istituto apposito, l'ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), organo direttamente connesso alla Conferenza Episcopale Italiana.

Come viene stabilito lo stipendio di un sacerdote?

Questa somma è coperta in parte dalle parrocchie, in parte da altri redditi del sacerdote (come, per esempio, lo stipendio da insegnante), mentre il restante è garantito dal sistema del Sostentamento del Clero, il quale a sua volta recepisce le risorse, come già detto, dalle offerte libere, dagli Istituti diocesani per il Sostentamento del Clero e dai fondi dell’8 per mille.

Per stabilire la cifra esatta di quanto guadagnano i preti si utilizzano dei criteri legati ad un punteggio, ogni punto ha un valore e viene dato ad un sacerdote in base ai servizi che svolge. La tabella riepilogativa di questo punteggio si può trovare alla quarta pagina del documento che norma le erogazioni in favore dei sacerdoti. Concorrono a questo punteggio alcuni criteri come gli anni di anzianità, il tipo di incarico che si ricopre, o la grandezza delle parrocchie delle quali ci si prende cura

Per esempio, alle attuali condizioni, un sacerdote con venticinque anni di ministero alle spalle e che ha in cura due parrocchie riceverà 1.261 euro lordi al mese.

Ogni anno la CEI stabilisce il valore del singolo punto: ad oggi è di 12,36 euro. Un neo-sacerdote, ad esempio, parte con un punteggio di 80, quindi percepirà 988 euro lordi.

Il sacerdote impegnato in attività come l'insegnamento della religione nella scuola pubblica non ha un doppio stipendio, ma va a percepire dall'ICSC solo il denaro che manca per raggiungere il tetto stabilito dai punti accumulati. Se ne guadagna più di quanto il suo punteggio prevede non ottiene alcun contributo. Se lo supera la quota che gli spetta l’ICSC funge da sostituto di imposta, e il sacerdote dovrà quindi versare la relativa somma maturata. Le pensioni dei sacerdoti sono calcolate in base al contributo pensionistico rilasciato al fondo del Clero istituito all’Inps.

Annualmente i sacerdoti sono chiamati a presentare un modulo (P01) all'ICSC, dove sono indicate mansioni e servizi nella diocesi. L'Istituto provvede al calcolo e controllo del punteggio, effettuando anche decurtazioni per imposte e contributi pensionistici al Fondo Clero istituito presso l’INPS, e alla fine manda i soldi al sacerdote. 

Quanto guadagnano i vescovi, il Papa e i cardinali?

I Vescovi sono sottoposti a regole di remunerazione analoghe a quelle dei sacerdoti: in base alla possibilità dei punteggi un vescovo può guadagnare al massimo 3000 euro lordi.

Per quanto riguarda lo stipendio di un papa, i pontefici non ricevono uno stipendio mensile, ma possono attingere direttamente e liberamente dall’Obolo di San Pietro (in molti casi lo fa per aiutare gli altri “personalmente”, come nel caso di papa Francesco durante la pandemia). 

In sostanza i pontefici sono monarchi dello Stato Vaticano per cui sarebbe peculiare che percepissero un vero e proprio stipendio. Per esempio, non ha un salario la Regina d’Inghilterra, che guadagna personalmente milioni di sterline anche grazie ai biglietti pagati dai visitatori delle sue proprietà. Nel caso di Benedetto XVI si stabilì una rendita mensile di 2.500 euro.

I cardinali, che attualmente sono 216, possono arrivare a guadagnare fino a 5000 euro lordi al mese (ma è difficile risalire alla fonte di questa notizia). Facendo parte della curia è loro responsabilità contribuire alle spese sostenute dal pontefice (per esempio i viaggi apostolici in altri paesi del mondo).

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