Per superare la crisi, puntare sulla famiglia

di Vincenzo Montagna, 24 aprile 2013

La crisi economica e sociale, del periodo storico che stiamo vivendo, influenza non poco il tasso di natalità nei vari paesi d’Europa. Un dato interessante emerge dal recente studio effettuato dalla  Commissione europea nell’ultimo numero della sua Rivista trimestrale, pubblicato il 26 marzo.  La relazione conferma come ci sia un “rallentamento della crescita della popolazione della UE27”.

Nello studio più approfondito dei dati numerici, si nota come il “Il tasso di fecondità totale” su tutto il territorio europeo è di poco inferiore a 1,6 figli per donnaSe mettiamo in comparazione la media europea e quella statunitense, vediamo che gli Usa hanno una maggiore crescita demografica, con l’1,89 di figli per donna

Nello studio di ogni singolo paese dell’Unione Europea, si può notare come ci siano nazioni che rappresentano punti di forza e modelli di riferimento. L’Irlanda e la Francia, ad esempio, sono al di sopra della media europea con rispettivamente il 2,05 e il 2,01.

Alla luce dei risultati prodotti, la Francia, nonostante la crisi mondiale, continua a dare la dimostrazione di come una solida politica familiare rappresenti un importante antidoto alla crisi economica e al crollo delle nascite. Ne abbiamo parlato già qualche anno fa, in particolar modo sugli aspetti delle “Misure adottate dal governo francese”  e degli “Sgravi fiscali e agevolazioni sui servizi”. Ad esempio “Lo Stato nel 2006 ha stanziato un assegno di 750 € mensili per le madri che hanno scelto un congedo di maternità di un anno, inoltre una serie di misure legislative hanno dato solide garanzie alle madri lavoratrici che non rischiano di vedere interrotta o rallentata la loro carriera a causa dei figli “ e di come “Le famiglie francesi con tre o più figli godono di riduzioni e vantaggi per l’uso dei servizi essenziali. Le scuole materne sono gratuite e il sistema fiscale per le famiglie è notevolmente addolcito. Dal 2001 il congedo di paternità può durare fino a 14 giorni e dal 2004 per ogni figlio c’è un premio alla nascita di 800€”

Investire sulle politiche familiare vuol dire investire ed incentivare la crescita demografica. Ma quando si parla di politiche familiari a cosa ci riferiamo? Fondamentalmente sono quelle politiche che hanno l'obiettivo di promuovere il benessere della famiglia e di tutti i suoi componenti”. Dalla ricerca Ocse sui Paesi che destinano il Pil in spesa sociale, possiamo dedurre su quali pilastri si fonda una seria politica per la famiglia: “i  trasferimenti monetari (assegni familiari o altri contributi diretti alle famiglie), i servizi (servizi di cura per l'infanzia, principalmente, e anche per la cura degli anziani non autosufficienti e dei disabili) e le agevolazioni fiscali [..]”. 

Secondo l’Ocse la spesa media dei Paesi che destinano il Pil alla politica per la famiglia è del 2,2%. La Francia con il 3,7%, la Gran Bretagna con il il 3,5% e la Svezia con l’oltre il 3%, rappresentano i punti di forza e l’eccellenza più evidente di come uno Stato sociale può garantire e promuovere provvedimenti concreti per i nuclei familiari. L’Italia invece si attesta sotto la media, con l’1,4%.