Pena di morte nel mondo: diminuiscono le esecuzioni, aumentano le condanne

di Gianluigi Marsibilio, 19 maggio 2015

Dzhokhar Tsarnaev, il ventunenne attentatore della maratona di Boston, è stato condannato a morte. Lo scorso mese Tsarnaev era stato riconosciuto colpevole degli attacchi, condotti con il fratello poi ucciso, che provocarono la morte di tre persone e il ferimento di altre 264 il 15 aprile 2013. I 12 giurati hanno deliberato per tre giorni per decidere la pena visto che era necessaria l’unanimità.

Secondo una serie di rapporti dettagliati sulla pena di morte nel mondo, preparati da alcuni report di Amnesty International e di Nessuno tocchi Caino, sembrerebbe che il numero di esecuzioni di pena capitale sia lievemente diminuito, nonostante l'aumento di condanne nell'ultimo anno. A distanza di circa 8 anni dalla moratoria dell'ONU sulla pena di morte, i numeri di questa pratica nel mondo non calano: nel 2014 ci sono state circa 2500 condanne a morte in 55 paesi, con un aumento del 28% rispetto ai dati dell'anno precedent . Le esecuzioni sono comunque diminuite di circa il 22%, registrando 607 esecuzioni in tutto il mondo: non sono purtroppo disponibili i dati sulla pena di morte in Cina, perchè da sempre il governo cinese non pubblica alcun rapporto sul numero di condanne e esecuzioni.

Va segnalato il ritorno alla pena capitale di un paese dell'area europea, infatti la Bielorussia ha fatto registrare 3 esecuzioni nell'ultimo anno. Notizie positive sulla pena di morte nel mondo arrivano sull'aumento di proscioglimenti della pena, con 112 condannati che hanno ricevuto la grazia e sono stati sottratti al braccio della morte. Dei paesi a maggioranza musulmana, circa 47 nel mondo, sono solamente 22 quelli che possono essere dichiarati abolizionisti, mentre negli altri la pena di morte viene dichiarata in base all'applicazione della Sharia: tra le cause più diffuse di pena di morte in questi paesi c'è la blasfemia, l'apostasia e l'adulterio.

Nei paesi dell'area occidentale solo gli Usa e la Bielorussia continuano a praticare la pena di morte come massima pena. L'Onu inoltre continua ad adottare misure contro questa pena e nel dicembre scorso ha votato la quinta moratoria contro la pena di morte dal 2007, riscontrando 6 voti a favore in più rispetto alle votazioni precedenti. Un ultimo punto analizzato nei vari documenti riguarda quello di alcuni casi di minori messi nel braccio della morte, condannati che vengono incastrati con confessioni estorte con la tortura e abusi psicologici: questi casi sono noti soprattutto nei paesi asiatici, dove sono stati istituiti tribunali speciali per le condanne a morte.

Il quadro generale della pena di morte nel mondo è quindi il seguente: ci sono 140 paesi del tutto abolizionisti, 7 paesi che hanno levato la pena di morte per reati comuni, 35 che pur avendo la pena di morte inserita nei codici penali non la praticano da tempo e 58 paesi in cui la pratica è attiva e legale.

 

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