Maternità surrogata, costi e mete più diffuse

di Tommaso Cardinale, 2 settembre 2020

Nel pieno della pandemia del Coronavirus, a inizio maggio, è stata diffusa la notizia che circa 50 neonati, venuti al mondo in Ucraina tramite l’utero in affitto, erano bloccati nell’hotel “Venezia” di Kiev a causa della chiusura delle frontiere dovute al confinamento.

Dove viene praticata la maternità surrogata in Europa

In Europa sono vari i paesi in cui l’utero in affitto o gestazione per altri (GPA) è legale, in modi diversi: in Ucraina è sufficiente pagare per ottenere qualsiasi tipo di prestazione, mentre in paesi come Russia, Danimarca, Belgio la maternità surrogata è consentita solo a fronte di alcune condizioni sanitarie certificate. 

Dove viene praticata la maternità surrogata nel resto del mondo

Negli Stati Uniti e in Canada è possibile pagare una qualsiasi clinica della fertilità (o della riproduzione) per ottenere un figlio da una madre surrogata.

Fino al 2015 la Thailandia era una delle mete preferite dagli europei per pagare una madre surrogata, ma cinque anni fa il governo thailandese ha vietato la vendita di servizi di maternità surrogata agli stranieri. Nel 2019 anche l’India ha iniziato un processo di deregolamentazione delle cliniche per la maternità.

Quello che gli oppositori delle cliniche per la fertilità e moltissime associazioni femministe contestano è la commercializzazione della donna, del tutto evidente nelle offerte dei siti di queste cliniche, anche se in alcuni paesi, come in Italia, si tende a negare la possibilità di affittare l’utero “gratuitamente”.

Quanto costa la maternità surrogata

Come ogni prodotto del mercato, anche la maternità surrogata viene offerta in diversi pacchetti a seconda della disponibilità economica del richiedente (partendo sempre da cifre che si aggirano intorno ai 20mila dollari). 

La più nota clinica per la fertilità dell’Ucraina, la BioTexCom, offre ben tre tipi di pacchetti: “Standard”, 39.900 euro, “Standard Plus”, 49.900 euro e “Vip Surrogacy”, 64.900 euro. La differenza di prezzo del servizio è spiegata prontamente dentro i comodi pdf disponibili sul sito, e riguarda principalmente la possibilità di ripetere più volte la fecondazione per scegliere il sesso del bambino, il tempo di permanenza in una struttura nel paese di nascita del bambino e le ore giornaliere del servizio di babysitting. 

Per esempio, pagando 64.900 euro si ottengono tentativi illimitati per il raggiungimento del sesso scelto, 6 ore di babysitting al giorno, sistemazione per 4 mesi in un albergo di classe superiore e, paradossalmente vista la quantità di soldi di cui si parla, di un Newborn Package.

Ben più alto è il tariffario american/canadese, che offre però dei servizi più articolati. In diverse cliniche americane la scelta tra una madre surrogata “esperta” e una madre surrogata al primo parte può far aumentare la tariffa di 10 mila dollari, fino ad arrivare a un totale di 60mila dollari (escluse le spese logistiche per i genitori intenzionali). Ci si può però anche presentare con la propria madre surrogata, partendo così da una base tariffaria relativamente bassa (17mila dollari).

Ritornando alla storia dei neonati bloccati nell’hotel ucraino, è interessante leggere l’intervista su Repubblica che è stata fatta a una delle mamme intenzionali di una delle piccole creature, un’italiana, che in un passaggio afferma: «Però dico la verità: sono diventata mamma sul dolore di un’altra donna, lo so. Ma grazie anche a noi la sua famiglia potrà vivere meglio».

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