Il matrimonio protegge dagli abusi

di Stefano Grossi Gondi, 19 marzo 2014

Il problema della violenza sulle donne è presente soprattutto in Nord Europa. L'Italia è nella parte bassa della classifica, e per una volta questo è un bene.I dati, ripresi dal sito Uccr, provengono da un'indagine dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali, svolta su 42mila donne di età compresa tra 18 e 74 anni. Colpisce il fatto che il tasso di violenza è al suo massimo in paesi come Danimarca (52% di donne che hanno subito abusi), Finlandia (47%), Svezia (46%), Olanda (45%), paesi cioè nei quali l'istituto della famiglia è in crisi da parecchio tempo. Paesi dove la famiglia ancora è relativamente solida hanno percentuali molto più basse: l'Italia ha il 27%.

Questi dati sono in linea con altre ricerche dalle quali risulta che la famiglia è un baluardo contro gli abusi. Nel 2013 il National Center for Biotechnology Information ha pubblicato una ricerca canadese su 6241 donne con figli secondo la quale la categoria che ha subito maggiori violenze dal partner è quella delle donne non sposate, che coabitavano da 2 anni in giù.
Il BMC Public Health era arrivato con una ricerca del 2011 ad analoghe conclusioni, affermando che elementi a tutela delle donne sono un'educazione secondaria, un livello economico e sociale superiore e un matrimonio. Viceversa, fanno alzare la percentuale di violenze: alcoolismo, convivenze, età giovane, relazioni con altri partner.
Infine il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva pubblicato nel 2010 una ricerca sul fenomeno delle violenze private, dalla quale risultava che le persone sposate sono il 3,6% delle vittime.

 

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