Gli schiavi nel mondo sono 40 milioni

di Francesco D'Ugo, 15 luglio 2019

La schiavitù, a lungo bandita e universalmente condannata, persiste in molti angoli del mondo, provocando la sofferenza di decine di milioni di persone.

Si calcola che siano 40.3 milioni le persone tenute in schiavitù in tutto il mondo. Lo dice l’ultimo report Modern Slavery ad opera del Council of Foreign Relations. Ed è un fenomeno che riguarda per la maggior parte donne e ragazze, che costituiscono il 71% degli schiavi moderni, mentre 1 schiavo su 4 è un bambino

I paesi più colpiti dalla schiavitù

Troviamo persone ridotte in schiavitù nei gulag della Corea del Nord (si stima che ci siano tra gli 80mila e i 120mila prigionieri che lavorano in miniere, fabbriche e fattorie), sui campi di battaglia di Iraq e Siria e nei bordelli dell'Europa orientale. Gli schiavi di oggi sono anche i bambini costretti a combattere nella Repubblica Democratica del Congo oppure che sono nati già in schiavitù per via dei debiti contratti dalle proprie famiglie: ciò avviene soprattutto in India, Thailandia e ad Haiti.

La regione del mondo in assoluto più colpita dalla schiavitù è l’Asia che contiene il 62% degli schiavi mondiali. A seguire l’Africa (23%), l’area che comprende Europa e Asia centrale (9%), le Americhe (5%) e infine i paesi arabi (1%).

I tipi di schiavitù

La forma di schiavitù moderna più diffusa è quella per debiti: il 50% delle vittime sono in questa condizione a causa di debiti. In genere ciò avviene quando una persona si sottopone a lavori forzati per ripagare il proprio debito o quello che ha ereditato da un parente.

Il lavoro forzato genera un indotto elevatissimo: ad esempio solo in Nord Corea il regime guadagna tra 1,2 miliardi di dollari e 2,3 miliardi di dollari all'anno grazie al lavoro dei suoi schiavi.

Simile a quello degli schiavi per debiti c’è il mondo della schiavitù domestica (quando un individuo è costretto a svolgere lavori domestici senza la possibilità di andarsene), spesso legato allo sfruttamento sessuale, fenomeno che coinvolge circa il 20% degli schiavi di tutto il mondo (di cui il 99.4% sono donne). Questo tipo di schiavitù non è legato solamente, come si può immaginare, alla prostituzione, ma è diffuso ovunque ci siano forme di schiavitù da quella domestica, appena citata, ai paesi dove sono in corso guerre o ci sono prigionieri politici, sfollati (a causa di conflitti, persecuzioni e disastri naturali) o rifugiati. È compresa nelle sue forme il matrimonio forzato.

Come sottolinea il report la schiavitù moderna cresce dove i livelli di povertà sono più alti. Oggi, vivono con meno di 2$ al giorno più di 760 milioni di persone. 

La schiavitù esiste anche in Europa

La schiavitù è un fenomeno che non riguarda esclusivamente i paesi in via di sviluppo, ma riguarda anche da vicino quelli ritenuti già sviluppati. È il caso di Europa e Stati Uniti, dove la schiavitù persiste soprattutto nella forma dello sfruttamento sessuale. Questo espone soprattutto le donne al rischio di soffrire questa condizione.

Nella regione analizzata dal report che comprende anche il nostro continente, il 65% delle vittime di tratta umana è anche vittima di sfruttamento sessuale. Le aree maggiormente colpite sono Europa dell’Est, Europa Centrale, Europa del Sud e i Balcani. In particolare i paesi ritenuti più a rischio sono Moldavia e Romania, non a caso due dei paesi più poveri d’Europa (per la Banca Mondiale il 40% dei romeni è a rischio di povertà ed esclusione sociale).

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