È stato il cristianesimo a vincere l'oscurantismo

di Maria Antonietta Calabrò, Corriere della Sera 11 febbraio 2007
La vittoria della Ragione ovvero come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza.
L'autore è probabilmente il più importante sociologo delle religioni e insegna Scienze sociali presso la Baylor University, negli Usa. In questo libro, appena tradotto dalla casa editrice che pubblica in Italia Glucksmann, Fukuyama e Pipes, propone un'idea rivoluzionaria: le più significative innovazioni intellettuali, politiche, scientifiche ed economiche introdotte nello scorso millennio sono riconducibili al cristianesimo e alle sue istituzioni.

Il progresso ha origine nel pensiero cattolico
Secondo Stark, cioè, non è stato il distacco e la contrapposizione con la società religiosa a generare il progresso economico, scientifico e democratico in Occidente, ma proprio la teologia cristiana, ben prima dello scisma protestante, in forza - non sembri un paradosso - della sua fede nella ragione e nella possibilità per l'uomo di indagare, conoscere il reale e manipolarlo. Tesi che ha una straordinaria assonanza con alcune recenti affermazioni di Papa Ratzinger. Una vasta disamina accompagna il lettore lungo i secoli e dal Vecchio al Nuovo mondo.

Secondo Stark, le altre grandi religioni hanno da sempre posto l'accento sul mistero e sull'obbedienza. «L'Oriente non ha teologi perché coloro che potrebbero intraprendere tale ricerca intellettuale rifiutano la premessa stessa di ogni teologia: l'esistenza di un Dio cosciente e onnipotente». Mentre nell'Islam, «Allah è concepito non come un creatore giusto, ma come un Dio estremamente attivo che si impone al mondo, per cui si è formato un nucleo teologico che condanna come blasfemia ogni tentativo di formulare leggi naturali, perché esse negano la libertà di azione di Allah».

L’attenzione ai diritti dell’uomo
Tra le grandi religioni - infine - «solamente il cristianesimo ha dedicato un'attenzione seria ed intensa ai diritti umani invece che ai doveri» dell'individuo nei confronti della collettività. Un fattore decisivo come molla per la crescita e lo sviluppo economico, visto che negli altri libri sacri non è neppure mai citata la parola «libertà».

Prospettive future
Se anche l'analisi di Stark fosse corretta per il passato, che ruolo può avere il cristianesimo ai tempi della globalizzazione? «Per molti non europei diventare cristiani vuol dire semplicemente diventare moderni: è quindi piuttosto plausibile che il cristianesimo rimanga un elemento essenziale nella globalizzazione della modernità», risponde Stark. Dall'America Latina alla Cina.

Il libro: Rodney Stark, «La vittoria della Ragione», Edizioni Lindau, traduzione Gabriella Tonoli, pagine 384.