Calo delle nascite, mai così poche dal 1861

di Raffaele Buscemi, 13 febbraio 2015

Le nascite in Italia continuano a calare. Nel 2014 sono stati 509 mila i bambini nati, cinquemila in meno rispetto al 2013, il livello minimo dall'Unità d'Italia. Lo certifica l'Istat nel rapporto "Indicatori demografici-2014", divulgato oggi (qui il testo completo del rapporto).

Calano inoltre, per la prima volta, anche fra le mamme straniere che finora hanno tenuto alto il livello demografico del nostro paese, e calano anche i decessi. Il quadro demografico tracciato dall’Istat sottolinea che il tasso di natalità è «insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale». La popolazione residente ha raggiunto i 60 milioni 808 mila residenti (compresi 5 milioni 73 mila stranieri) al primo gennaio 2015 mentre i cittadini italiani continuano a scendere - come ormai da dieci anni - e hanno raggiunto i 55,7 milioni (-125 mila rispetto all’anno precedente).

Molto meno di due figli per donna

La stima del numero medio di figli per donna nel 2014 è di 1,39, come nel 2013. Dopo la fase di timida ripresa dello scorso decennio - con un massimo di 1,46 figli registrato nel 2010 - la fecondità nazionale è così tornata sui livelli pre 2007 (1,4 figli), che la rende ancora distante dalla media dell'Unione europea (1,58 figli nel 2012).

Nel frattempo la decisione di mettere al mondo dei figli viene sempre più posticipata, come documenta l'aumento dell'età media delle madri al parto, che si porta da 31 anni nel 2007 a 31,5 nel 2014.

Il sud non è più la culla d'Italia

Si è definitivamente invertito uno degli andamenti che aveva sempre contraddistinto l’Italia e che vedeva le regioni del sud come quelle con più nascituri. Con 1,65 figli per donna nel 2014 è infatti il Trentino-Alto Adige si conferma la regione più prolifica del Paese, seguita dalla Valle D'Aosta (1,55). Il sud Italia, come abbiamo detto in questo articolo, ha registrato per la prima volta dall’unità d’Italia un saldo demografico negativo.

Viviamo più a lungo ma ci sono meno giovani

Novità sul fronte anche dell’aspettativa di vita. Per gli uomini si è giunti a 80,2 anni e per le donne a 84,9. L’età media della popolazione ha quindi raggiunto i 44,4 anni; il 13,8% ha fino a 14 anni, il 64,4% dai 15 a 64 anni, il 21,7% da 65 anni in su. I residenti stranieri sono cresciuti in un anno di 151 mila unità: sono l’8,3% del totale della popolazione.

Il quadro della situazione dipinto da Istat è quindi chiaro: gli italiani sono sempre più anziani e sempre di meno, le regioni con più nascituri sono ormai quelle del nord dove c’è un maggiore benessere e gli immigrati ci aiutano a mantenere stabile la popolazione che altrimenti registrerebbe un tracollo verticale già da molti anni.

Se ti è piaciuto l'articolo condividilo su Facebook  e  Twitter, sostieni Documentazione.info

Tags: