Bassa natalità: per il 75% dei medici è un problema economico

di Raffaele Buscemi, 2 aprile 2015

Il nostro Paese e' afflitto dal grave problema della bassa natalita': e' l'opinione diffusa tra l'88,7% di ginecologi, andrologi e urologi. E la scarsa propensione degli italiani ad avere figli e' ricondotta principalmente a motivazioni economiche (75,3%).

Lo rivela una ricerca del Censis, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa, condotta fra i medici specialisti e presentata oggi a Roma.

Neanche sei mesi fa, sempre il Censis, aveva fatto notare che neppure durante le guerre c’era stata tanta difficoltà nel progettare l’allargamento del nucleo familiare. Il paradosso è che i genitori hanno desiderio di procreare ma non possono realizzarlo come riportato nel dossier «Diventare genitori oggi». Così come in questo nosto articolo parlavamo dei dati che dimostrato che in Italia il livello delle nascite è sceso ai livelli pre-unità d'Italia.

Un altro rapporto che dimostra che l’infertilità italiana non ha nulla a che vedere con la biologia ma con l’economia è il “Rapporto giovani” dell’Istituto Giuseppe Toniolo, stilato in occasione del Sinodo sulla famiglia. Secondo lo studio il 70 % dei giovani italiani considera la famiglia un pilastro essenziale della propria vita, e la volontà di costruire una famiglia con figli rimane alta (94% favorevole), seppur poi nel tempo tenda progressivamente al ribasso per le difficoltà incontrate nel percorso di transizione alla vita adulta. Considerevole è la quota di chi, potendo, vorrebbe avere più di due figli che raccoglie il 40% dei giovani.

Qualche tempo fa parlavamo di un'altra ricerca che mostra come l’83,3%  degli itialiana afferma che la crisi ha comunque  una rilevanza poiché rende più difficile la scelta di avere un figlio anche per  chi lo vorrebbe, aspetto sottolineato in misura maggiore proprio tra i più giovani fino a 34 anni (90,6%), che sono contemporaneamente coloro che più subiscono l’impatto della crisi e sono maggiormente coinvolti nella decisione della procreazione. Inoltre il 60,7% degli intervistati ritiene che se migliorassero gli interventi pubblici, in  grado di aiutare i genitori su vari fronti (attraverso sussidi, disponibilità di  asili nido, sgravi fiscali, borse di studio, orari di lavoro più flessibili,  possibilità di permessi per le esigenze dei figli, ecc.), le coppie sarebbero più propense ad avere figli.

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