40 anni di aborto negli Usa

di Alessandro Cristofari, 29 gennaio 2013

Nel 1973 venne introdotto l'aborto negli Stati Uniti. Una decisione che ha diviso l'opinione pubblica e che continua a far discutere. Lo evidenziano alcuni fatti recenti.

Lo scorso 11 gennaio la Corte suprema dell’Alabama ha riconosciuto il nascituro come persona che merita tutela giuridica. Secondo la legge dell’Alabama, esporre un bambino a pericoli chimici attraverso l’assunzione di sostanze è reato. La Corte ha osservato che quaranta Stati e il District of Columbia “prevedono un indennizzo per morte ingiusta di un bambino non ancora nato quando le lesioni ne causano la morte prima della sua nascita”. Questa sentenza potrebbe avere implicazioni significative sulla questione dell’aborto negli Stati Uniti.

L'istituto di ricerca Gallup tiene sotto controllo l'opinione degli statunitensi sulla questione aborto. I dati più recenti, aggiornati al 2013, sono riportati nello schema qui sotto. Si nota come, da una forte maggioranza nel 1996 di coloro che  si definiscono “pro choice”, la distanza con lo schieramento “pro life” è andata diminuendo e negli ultimi anni la maggioranza oscilla dall'una all'altra parte.

 

Un altro sondaggio condotto da Marist Poll e commissionato dai Cavalieri di Colombo mostra che l'83% degli americani è a favore di restrizioni all'aborto, e il 58% lo considera moralmente sbagliato. Dal sondaggio emerge anche un incremento nel numero delle persone a favore di restrizioni sull’aborto: dal 79% dello scorso anno si è passati all’83%. Solo l’11% degli intervistati ha espresso il suo sostegno all’aborto legale su richiesta. Infatti il 58% degli americani considera l’aborto “moralmente sbagliato” e l’84% spera che possano essere messe in atto leggi che proteggono sia la madre che il bambino non nato.  

Intanto il 25 gennaio scorso a Washington mezzo milione di persone sono scese in piazza per una manifestazione pro-life, a 40 anni dalla legalizzazione dell’aborto.

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