Vocazioni: il boom di suore in Galles e Inghilterra

di Raffaele Buscemi, 16 marzo 2017

Un’impennata di nuove vocazioni. A dare questa notizia ci ha pensato il sito della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, dove, con un dettagliato comunicato stampa, si è reso noto come, 11 anni fa, nel 2004, si sia toccato il numero minimo di vocazioni, con soli sette ingressi in conventi femminili. Negli ultimi cinque anni, però, la situazione è cambiata radicalmente. Il numero di donne che hanno scelto di prendere i voti si è praticamente triplicato, dalle 15 del 2009 si è arrivati alle 45 del 2015 (e siamo in attesa di sapere il dato del 2016 che dovrebbe arrivare a breve).

In effetti la Gran Bretagna sta assistendo a un fenomeno singolare: in un paese che sta diventando sempre meno religioso (il 51% degli abitanti così si dichiarano) e sempre meno cristiano – ormai sono solo il 42% mentre solo vent’anni fa erano il 62% – cresce in maniera costante il numero delle donne che entrano negli ordini religiosi cattolici. Il loro numero si è moltiplicato di sette volte in dieci anni, raggiungendo nel 2014 il massimo toccato nell’ultimo quarto di secolo. Si tratta sempre di cifre modeste, in termini assoluti; ma il fatto che quarantacinque donne nel 2015 abbiano deciso di cominciare il cammino per professare i voti costituisce comunque una tendenza. 

Tendenza che va inquadrata in uno stato, il Regno Unito, dove l'anglicanesimo è di fatto scomparso e dove i cattolici, seppur in lieve calo, sono diventati lo zoccolo duro del cristianesimo ancora attivo.