Rischio di guerra in India e Pakistan, ecco cosa sta succedendo

di Tommaso Cardinale, 4 marzo 2019

In queste ore la tensione tra India e Pakistan è sotto i riflettori dei media internazionali: cerchiamo di fare chiarezza su cosa sta succedendo.

La questione del Kashmir

Il Kashmir è una regione che si trova tra India, Pakistan e Cina, e che dal 1947 è stata teatro di rivendicazione da parte dei tre paesi. Mentre la Cina amministra una parte di questa regione senza avanzare pretese su altro territorio, India e Pakistan si sono contesi con la forza militare il restante Kashmir fino alla terza guerra indo-pakistana del 1971.

Con la fine della guerra, Pakistan e India si sono divise il controllo della regione ed è stata stabilita una linea di confine per delimitare le rispettive influenze, chiamata linea di controllo.

L’attentato del 14 febbraio

Pochi giorni fa, il 14 febbraio, un convoglio dell’esercito indiano è stato colpito da un attacco suicida che ha provocato la morte di 46 membri della polizia indiana. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista islamico Jaish-e-Mohammad (Esercito di Maometto). Questo gruppo fondamentalista è nato proprio per causare la secessione tra Kashmir e India. Il governo indiano ritiene che quello pakistano sia promotore del gruppo fondamentalista.

La rappresaglia indiana del 27 febbraio

L’aviazione indiana ha bombardato quello che secondo l'intelligence indiana è un campo di addestramento di Jaish-e-Mohammad a Balakot, nel nord ovest del Pakistan. Non è chiaro a quanto ammonti il numero delle vittime: il governo indiano sostiene che più di 200 terroristi siano stati neutralizzati, altre fonti parlano di più di 350 morti.

Il raid aereo da parte delle forze militari indiane è stato il primo episodio bellico oltre la linea di controllo stabilita nel Kashmir 47 anni fa. Durante le operazioni due jet indiani sono stati abbattuti e un pilota indiano è stato fatto prigioniero dalle forze pakistane.

India e Pakistan: le dichiarazioni del 28 febbraio

Il governo pakistano nega qualsiasi relazione con il gruppo terroristico Jaish-e-Mohammad, e non approva l’attacco preventivo indiano. Le scuole comprese nella distanza di 5 chilometri dalla linea di controllo sono state chiuse, e molti voli sono stati annullati o dirottati tra l’Asia e l’Europa a causa della chiusura dello spazio aereo pakistano.

Le autorità pakistane sostengono che dall’India continuino ad arrivare attacchi anche dopo il raid aereo, e questi che avrebbero causato la morte di quattro civili.

L’appello dei vescovi pakistani

Come sottolinea anche AsiaNews, sia l’India che il Pakistan possiedono la bomba nucleare, e un eventuale conflitto atomico potrebbe causare due miliardi di morti. La Cina si sta facendo promotrice della distensione tra i due paesi, ma i vescovi pakistani hanno esteso l’appello all’intera comunità internazionale:

Ci aspettiamo che anche la comunità internazionale intervenga per disinnescare la situazione che sta causando la perdita di vite umane, evitare la rovina di questa regione che manderebbe sul lastrico questa parte di terra. Senza arrenderci di fronte alle difficoltà, dobbiamo tutti cercare e seguire ogni possibile modo per evitare la guerra, che si traduce sempre in tristezza e gravi conseguenze per tutti.

India e Pakistan: la situazione attuale

Nei giorni scorsi almeno 8 persone sarebbero morte negli scontri lungo la linea di controllo. La notte tra il 3 e il 4 marzo è stata una notte di tregua, e numerose famiglie hanno approfittato per stabilirsi in zone più sicure, lontane dalla linea di separazione. Come gesto di distensione, il pilota indiano catturato è stato consegnato illeso dal governo pakistano.

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