Quanto spende la Chiesa in Medio Oriente?

di Francesco D'Ugo, 10 aprile 2019

Nel 2018 la Custodia di Terra Santa ha ricevuto dalla Chiesa cattolica 8,633 milioni di euro, raccolti grazie alla Colletta Pro Terra Sancta, che viene organizzata ogni venerdì santo.

Che cos’è e a cosa serve la Colletta Pro Terra Sancta

Nei secoli, sin da quando furono riconfermati i francescani nel ruolo di custodi della Terra Santa, i papi hanno sempre manifestato il desiderio di sostenere la Chiesa che vive a contatto con i Luoghi Santi e lavora per la loro conservazione.

Una manifestazione di questa preoccupazione è la Colletta Pro Terra Sancta, la cui importanza viene sottolineata così da Paolo VI nell’enciclica Nobis in Animo del 1974:

In tutte le chiese una colletta abbia luogo il Venerdì Santo o in qualche altro giorno, con lo scopo di mantenere non solo i Luoghi Santi, ma anche ogni attività pastorale, benefica, educativa e sociale che la Chiesa svolge in Terra Santa per beneficare i fratelli cristiani e la popolazione locale.

Grazie alla Colletta, dunque, la Custodia di Terra Santa “può sostenere – recita il Bollettino della Sala Stampa Vaticana riguardante la Colletta – e portare avanti l’importante missione a cui è chiamata: custodire i Luoghi Santi, le pietre della memoria, e favorire la presenza cristiana, le pietre vive di Terra Santa, attraverso tante attività di solidarietà, come ad esempio il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali”.

Chi riceve i soldi della Colletta Pro Terra Sancta

I territori che beneficiano, sotto diverse forme, del sostegno della Colletta sono: Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

La Custodia di Terra Santa, nonostante riceva maggior parte della Colletta, non è l’unica a ricevere questo sostegno economico. Infatti un’altra parte viene destinata alla Congregazione per le Chiese Orientali, che la usa per la formazione dei candidati al sacerdozio, il sostentamento del clero, l’attività scolastica, la formazione culturale e i sussidi alle diverse circoscrizioni ecclesiastiche in Medio Oriente.

Come vengono spesi i soldi della Colletta e quanto spende la Chiesa in Medio Oriente

Un resoconto esaustivo di come vengono spesi i soldi della Colletta e quanto spende la Chiesa in Medio Oriente si trova nel Bollettino della Sala Stampa Vaticana che riguarda la Colletta Pro Terra Sancta nel 2018. Abbiamo letto il documento e vi forniamo una sintesi.

Prima di cominciare è importante notare come le spese per la Chiesa in Medio Oriente non riescono ad essere interamente coperte dalla Colletta.

Come detto all’inizio, le offerte pervenute nell’anno 2018 per la Colletta Pro Terra Santa ammontavano a 8,633,099.88 €. Di questi, quasi 4 milioni sono stati rivolti alla formazione dei seminaristi, sacerdoti e suore che vanno a studiare Roma e al sostentamento del Pontificio Istituto Orientale (PIO).

Altri 3,267 milioni sono stati usati per distribuire sussidi per la formazione scolastica dei giovani in Terra Santa, tenendo in considerazione anche le migliaia di studenti cristiani che sono giunti da Siria e Iraq. Il resto è stato affidato alla Chiese sotto la responsabilità della Congregazione per le Chiese Orientali.

Il documento contiene anche un resoconto di cosa è stato realizzato dalla Chiesa in Medio Oriente, in parte grazie ai fondi della Colletta: una parte dell’impegno economico è stata rivolta ad opere in favore dei pellegrini, come il restauro dei siti di interesse religioso o la ristrutturazione e l’ammodernamento delle strutture ricettive; mentre un’altra parte è stata specificamente rivolta ad opere in favore della comunità locale.

Ecco alcuni esempi: azioni di accoglienza e integrazione per i rifugiati in Libano, Siria e nelle isole greche; ancora in Siria, aiuti umanitari (distribuzione di cibo e acqua, assistenza sanitaria d’emergenza), riparazione di danni dovuti alla guerra e ai bombardamenti, e anche due centri per il trattamento post traumatico da guerra per bambini e ragazzi uno ad Aleppo e Damasco.

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