Prima di Piero Angela: quando la divulgazione scientifica veniva fatta dai religiosi

di Matteo Casarosa, 7 novembre 2017

Alfonso Maria de' Liguori venerato  dalla Chiesa cattolica come santo e dottore della Chiesa, è stato autore di molte opere teologiche, tra cui un trattato in più volumi di teologia morale, ed apologetiche, come per esempio Storia delle eresie colle loro confutazioni. La sua Opera Omnia è disponibile online nella biblioteca IntraText a questo link.

Sant'Alfonso è stato però autore anche di molte opere popolari, cioè rivolte ad un pubblico meno colto. Tra queste ricordiamo Le quattro regole fondamentali dell'aritmetica, pubblicato nel 1750 in un unico volumetto assieme a un'opera di grammatica della lingua toscana. In tale opera (reperibile al seguente link), il santo presenta i principali argomenti di aritmetica insegnati oggi nelle scuole elementari e medie.

Come prima cosa viene spiegata la notazione posizionale dei numeri arabi, e subito dopo viene presentato come svolgere un'addizione in colonna. Nello stesso paragrafo l'autore illustra come convertire una quantità da un’unità di misura all’altra, con l'esempio di varie valute di denaro. Nel libretto sono presenti anche altri casi di carattere monetario, in particolare nella parte sulle proporzioni.

Nella sezione successiva viene spiegata la sottrazione in colonna, e come si possa verificare la correttezza del risultato sommando nuovamente il numero sottratto alla differenza ottenuta e verificando che il risultato sia uguale al numero di partenza. A questo punto è opportuno notare che l'intera opera affronta soltanto le operazioni tra numeri naturali, cioè interi e positivi, cosicché nella parte sulle sottrazioni non vengono affrontati i numeri negativi e viene considerato soltanto il caso in cui il numero da sottrarre è minore di quello da cui si sottrae.

Nella terza sezione dell'opera vengono introdotte le tabelline attraverso la famosa tavola pitagorica, ovvero la griglia dieci per dieci contenente i risultati delle moltiplicazioni tra numeri di una sola cifra. Ma viene spiegato anche come eseguire tali operazioni contando con le dita. Infine, viene presentato l'algoritmo per la moltiplicazione in colonna, lo stesso che è ancora oggi insegnato alle elementari.

Viene poi il turno della divisione con resto (con resto appunto perché come detto prima non vengono trattate le frazioni o i numeri con la virgola), per la quale vengono presentati due metodi: il primo, detto “per scala” oggi caduto in disuso; l’altro, detto “per danda” è l'algoritmo risalente agli inizi del '400, insegnato tutt’ora nelle scuole elementari. Sant'Alfonso presenta questo secondo metodo come il più difficile ma anche come il più rapido, e cita alcuni matematici dell'epoca, come Pietro De Martino che dimostravano di preferirlo.

Infine vengono introdotte la regola del 3 e la regola del 5, ovvero due metodi ancora oggi usati ed insegnati per risolvere problemi sulle proporzioni.

Sant'Alfonso Maria de’ Liguori non è l’unico religioso ad aver messo al servizio dei più le sue conoscenze. Sant'Isidoro di Siviglia scrisse le Etymologiae, considerata la prima enciclopedia del mondo occidentale, primo tentativo scientifico di classificazione dei dati.

Bartolomeo de las Casas, vescovo domenicano vissuto a cavallo tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, scrisse La Brevísima relación de la destrucción de las Indias, un report destinato all'Imperatore Carlo V nel quale illustrava la ferocia dei conquistadores ai danni delle popolazioni indigene dell'America, tema che non era mai stato affrontato prima, e che per questo ebbe molto successo.

Il monaco agostiniano Gregor Mendel, i cui esperimenti sulle piante sono studiati e riproposti ancora oggi nelle scuole, ideò le tre leggi che portano il suo nome. Le tre leggi: della dominanza, della segregazione e dell’assortimento indipendente furono elaborate dal monaco Mendel in due testi, “Saggio sugli ibridi vegetali, 1866” e “Saggio su alcuni incroci di Hieracium ottenute da fecondazione artificiale, (1869). Le sue scoperte non furono apprezzate quando era ancora in vita, ma dopo la sua morte le leggi di Mendel divennero propedeutiche alla comprensione della moderna genetica.