Il punto sui matrimoni gay

di Giovanni Vassallo, 14 gennaio 2013

In questi giorni si è tornato a parlare dei matrimoni gay e della possibilità di legalizzare l’adozione per queste coppie. Può essere utile passare in rassegna gli aspetti principali della questione.

  • Chiesa anti-gay?  Molti affermano che la Chiesa sia “contro” i gay. La posizione della Chiesa sugli omosessuali è spiegata nel Catechismo della Chiesa Cattolica ai punti 2357-2359, dove si afferma che gli omosessuali, in quanto persone, non vanno mai discriminati:

“Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.”

  • Adozione per coppie gay. Dal punto di vista della famiglia, alcune ricerche scientifiche hanno riportato dati imprecisi sugli effetti delle relazioni omosessuali sull’educazione dei figli. Nel giugno 2012 è stato pubblicato un studio più completo (ne ha parlato di recente Vatican Insider) sulle diverse strutture familiari, giungendo alla conclusione che i figli di matrimoni eterosessuali stabili hanno vantaggi rispetto ai figli di coppie dello stesso sesso. Abbiamo già parlato di questa ricerca qui.
  • Matrimoni gay nel mondo, qualche numero. Il tema di unioni e matrimoni gay è da tempo oggetto di dibattiti politici in diversi paesi del mondo. Dai media sembra emergere un’approvazione generalizzata. In realtà solo 11 paesi su 192 dell’ONU riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E in molti casi di alla richiesta di equiparare le coppie omosessuali a quelle dello stesso sesso molti paesi hanno risposto negativamente. Prima dell’ultimo referendum negli Stati Uniti (in cui 3 stati hanno approvato i matrimoni gay) in 32 stati al referendum la popolazione ha sempre difeso il matrimonio naturale. La Germania nel giugno 2012 ha respinto la proposta di equiparare le coppie dello stesso sesso al matrimonio tra un uomo e una donna. In uno studio pubblicato sulla rivista National Review si rende noto che nei Paesi Bassi dai 2500 matrimoni gay celebrati nel 2001, anno in cui è stato legalizzato, il numero è sceso progressivamente: 1.800 nel 2002, 1.200 nel 2004 e 1.100 nel 2005. Per conoscere la situazione nei diversi paesi clicca qui). Stando all'Istituto statistico nazionale spagnolo i matrimoni gay celebrati in Spagna nel 2011 sono stati 3880, mentre divorzi e separazioni di coppie gay sempre nello stesso anno sono stati 319.
  • Una questione culturale. Le voci critiche verso il matrimonio gay non vengono soltanto da ambienti cattolici, come dimostrano gli interventi di alcuni personaggi che hanno manifestato obiezioni. Per esempio il Gran Rabbino di Francia Gilles Bernheim (di cui abbiamo parlato qui) ha scritto una lettera al presidente francese Hollande per esprimere i suoi dubbi sull’opportunità della legge sul “matrimonio per tutti”. Bernheim mette in evidenza come il vero scopo che sta dietro a questa legge non è l’uguaglianza ma la cancellazione di ogni differenza sessuale. Ancora, nel dicembre scorso un giornalista laico come Galli della Loggia a proposito di questo tema, in linea con Bernheim, invitava tutti gli intellettuali a liberarsi dai lacci del conformismo per riflettere con coraggio sui contenuti invece di muoversi secondo i riflessi condizionati delle proprie appartenenze. Anche lo scienziato Giorgio Israel si domanda se sia possibile opporsi al matrimonio omosessuale senza essere considerato omofobo.
  • Un dato storico. Molti considerano i paesi cattolici come quelli che più hanno “condannato” l’omosessualità. In realtà, come ha fatto notare Michele Brambilla in un suo articolo, il primo paese ad abolire il reato d’omosessualità è stato la Francia nel 1810, il secondo l’Italia nel 1886, poi la Polonia nel 1932, tre paesi di lunga tradizione cattolica. Mentre l’anglicana Gran Bretagna si decise nel 1967, la Germania comunista nel 1968, la Jugoslavia «socialista» abolì il reato solo nel 1977, Israele nel 1988.
 
  • La strategia gay. È interessante notare che già nel 1989 due intellettuali gay nel manuale di strategia di comunicazione After the ball (di cui abbiamo parlato qui) indicassero la richiesta di unioni, matrimoni e adozioni gay non tanto per la necessità di ottenere questi diritti quanto piuttosto perché, agli occhi dell’opinione pubblica, parlare di “famiglia” e “figli” rendeva il tema dell’omosessualità più rassicurante.