Il divorzio facile che tarpa le ali al matrimonio felice

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di Giovanni Vassallo, 30 marzo 2012

Negli ultimi tempi si è diffuso in molti paesi il dibattito sull’opportunità del cosidetto “divorzio breve”. La tendenza verso matrimoni temporanei è stata così diffusa da portare un funzionario comunale di Città del Messico a proporre formalmente "licenze di matrimonio temporaneo". La rapidità nel mettere fine a un legame di fedeltà al coniuge per tutta la vita e agli eventuali figli che ne nascono può avere, però, dei rischi.

Recentemente l'Institute of Marriage and Family Canada (IMFC) ha pubblicato un rapporto (http://www.imfcanada.org/article_files/No_Fault_Divorce.pdf) che analizza i danni causati dal divorzio breve. Il passaggio dal divorzio tradizionale al divorzio breve ha creato una dinamica in cui se uno dei coniugi vuole rompere il legame - per qualche motivo o per nessuna ragione in particolare - può farlo unilateralmente con maggiore semplicità, in un tempo che varia da 2 mesi a 2 anni.

Nella maggior parte dei paesi che hanno adottato il divorzio breve, il numero di matrimoni falliti è cresciuto velocemente. In Canada, per esempio, si stima che circa il 40% dei matrimoni celebrati nel 2008 si concluderanno in un divorzio entro il 2035. In Australia il tasso è di 1 su 3.

Ma c'è un barlume di speranza. Il rapporto IMFC mette in luce che nella maggior parte dei matrimoni falliti, almeno uno dei partner cerca di salvare il matrimonio. Si sottolinea inoltre che 2 su 3 "adulti sposati infelicemente" che riescono ad evitare il divorzio o la separazione, cinque anni dopo si definiscono "felicemente sposati".

Alla luce di questi fatti, il rapporto sostiene che l'adozione di misure per salvare i matrimoni dovrebbe essere considerata come "valida l'opzione" prima di procedere con il divorzio. Questa visione è sostenuta anche dall'Institute for American Values che in una ricerca (http://www.americanvalues.org/UnhappyMarriages.pdf) rileva come 3 "adulti infelicemente sposati" su 4 sono sposati con qualcuno che considera felice il suo matrimonio.

L'IMFC conclude che il divorzio unilaterale non può che peggiorare la situazione: dà al "coniuge infelice" la capacità di rompere il legame senza negoziazione, togliendo al "coniuge felice" la possibilità di salvare un unione in difficoltà che - stando ai dati - anche dopo anni può tornare ad essere un "matrimonio felice". 

Commenti

Certo, chi accettasse un divorzio breve dovrebbe farsi serie domande sul partener che lo chiede...
Se la vostra fidanzata (il vostro fidanzato) vi dicesse "ti sposo, ma a condizione che ci possiamo lasciare unilateralmente quando ci pare" voi lo fareste? Che differenza c'è con la convivenza, a parte i contributi pubblici? Mi pare una sorta di elusione fiscale