I nazisti e l’eccidio dei malati mentali

di Francesco Saverio Bersani, 2 febbraio 2015

Pochi giorni fa si è celebrato il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto. Se sono tristemente noti i fatti inerenti l’eccidio di Ebrei, Rom, Slavi, omosessuali e dissidenti politici messo in atto da Hitler, è di certo altrettanto dolorosa ma meno conosciuta la storia del "Aktion T4", il progetto nazista di eliminazione dei disabili e dei malati mentali.

Almeno 100.000 pazienti psichiatrici sono stati uccisi da tale programma di sterminio. Il programma fu preceduto da un’attività di indottrinamento mirata a giustificare l’esigenza di sopprimere ogni vita “non degna di essere vissuta” e si concluse con la deportazione e l’omicidio di massa di migliaia di malati.

Molto eloquente a questo proposito il film di propaganda “Opfer der Vergangenheit” in cui vengono presentate le “indegne” vite delle persone ricoverate nei manicomi, o la scena del film “La Vita è Bella” di Benigni in cui viene elogiata la bravura dei bambini tedeschi nel risolvere problemi di matematica come “Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 4,50, un epilettico 3,50. Visto che la quota media è di 4 marchi al giorno e i ricoverati sono 300.000, quanto si risparmierebbe complessivamente se questi individui venissero eliminati?

Oggi i tempi sono cambiati e le società occidentali hanno assunto una visione dei disturbi mentali fondata sul rispetto degli individui e su un approccio medico-scientifico-riabilitativo. Ad ogni modo, chi è affetto da una malattia mentale vive tuttora una realtà di grande emarginazione sociale.

Potete leggere il resto dell'articolo, con i 5 pregiudizi che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità rendono la vita più difficile a chi soffre di questi disturbi, cliccando su The Post Internazionale.

Tags: