Figli di preti, esistono, ecco cosa fa la Chiesa

di Tommaso Cardinale, 20 marzo 2019

Che cosa prevede la Chiesa per i figli dei preti di rito latino? I preti cattolici che tipo di obbligo hanno quando mettono al mondo dei figli? Come è emerso in un’intervista di Andrea Tornielli al cardinale Beniamino Stella, esiste un documento, “Nota relativa alla prassi della Congregazione per il Clero a proposito dei chierici con prole”, nel quale sono esposte le linee guida da seguire per i preti con figli.

Il principio guida è il bene dei figli dei preti

Il documento contenente le linee guida da seguire nei casi di figli di preti è un documento tecnico ad uso interno della Congregazione del Clero, e che per questo motivo è stato definito segreto da molti media.

Il documento è segreto come qualunque documento che regola azioni e protocolli di una qualsiasi realtà (sociale, aziendale, ecclesiale…): è stato pensato per un uso operativo da parte di specialisti davanti casi concreti.

Nonostante questa “segretezza”, il cardinale Stella ha rivelato che il principio guida per i casi in cui i preti hanno figli è quello dell’attenzione al bene dei bambini, non solo per l’aspetto economico:

Ciò che deve accompagnare la crescita di un figlio è soprattutto l’affetto dei genitori, una adeguata educazione, di fatto tutto ciò che comporta un effettivo e responsabile esercizio della paternità, soprattutto nei primi anni della vita.

Cosa succede quando un prete ha un figlio

Mentre alcuni sacerdoti cattolici possono sposarsi e avere figli, qui si tratta di sacerdoti che sono venuti meno al voto di celibato. Per questo motivo la prassi della Chiesa prevede che il sacerdote/padre sia dispensato dagli obblighi dello stato clericale il più presto possibile. Il cardinale Stella sottolinea che

Una situazione di questo genere è considerata “irreversibile” e richiede che il sacerdote abbandoni lo stato clericale anche qualora egli si ritenga idoneo al ministero.

Uno dei problemi tecnici consiste nel fatto che l’abbandono dello stato clericale non si può imporre, ma può essere solamente una scelta personale del sacerdote. Per questo motivo, quando il sacerdote con figli non vuole abbandonare il suo ministero a causa dei suoi doveri di padre, il caso viene presentato alla Congregazione per la dimissione del chierico dallo stato clericale.

Le linee guida della conferenza episcopale irlandese

Vincent Doyle, fondatore di Coping International, una rete di solidarietà per figli di sacerdoti e religiosi, ha collaborato con i vescovi irlandesi per la redazione di alcune linee guida pubbliche per i casi di sacerdoti con figli: “Principi di responsabilità riguardo ai sacerdoti che diventano genitori durante il ministero”.

Questi sono i quattro criteri da applicare in ciascuna situazione particolare di figli di preti cattolici:

  • L’interesse (best interest) del figlio

  • Il dialogo con la madre del bambino e il rispetto nei suoi confronti

  • Il dialogo con i superiori nella gerarchia della Chiesa

  • Prendere in considerazione le indicazioni delle leggi civili e del codice di diritto canonico  

    Il punto numero 4 delle linee guida sottolinea l’importanza del ruolo della madre:

Riguardo al discernimento su come procedere, è di vitale importanza che la madre, in quanto primaria fonte di cura per il bambino e di agente morale autonomo, sia pienamente coinvolta in qualsiasi decisione.

Se ti è piaciuto l'articolo condividilo su Facebook e Twitter, sostieni Documentazione.info. Conosci il nostro servizio di Whatsapp e Telegram?