Emil Lundin, il cantante black metal convertito al cattolicesimo

Di Tommaso Cardinale, 12 aprile 2019
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Reverorum ib Malacht è un progetto musicale black metal cattolico romano: il fondatore del gruppo, Emil Lundin si è convertito al cattolicesimo tra il 2005 e il 2006. Dopo la conversione al cattolicesimo Emil Lundin ha continuato a produrre musica black metal della qualità più musicalmente estrema. Uno dei motivi che lo ha portato ad avvicinarsi alla fede cattolica è stato lo studio di testi del magistero in latino all’interno di un corso di linguistica. È proprio Emil Lundin a confermare, in un’intervista, questa avvenuta conversione:

Malacht è black metal Romano Cattolico. Ciò comporta obbligatoriamente una forma d'arte intrinsecamente religiosa basata sulla fiducia in una divinità suprema, quella professata dalla santa chiesa Cattolica Romana. In questo senso Malacht è una band ortodossa, la cui missione è quella di promuovere il riconoscimento della cristianità come fonte definitiva di informazioni su chi è la vera divinità.

La ricerca del divino nel black metal

Dalle poche informazioni pubblicate su internet, si capisce che quella del cantante black metal Emil Lundin è una vita segnata dalla ricerca del senso religioso attraverso la musica: l’artista non nasconde di essersi avvicinato al black metal da giovane, tramite la musica satanica, abbandonata poi per il metal e il black metal. Quando gli viene chiesto come la musica black metal possa essere compatibile con il cristianesimo, Emil Ludin spiega che è proprio il senso religioso umano che lo ha portato a scoprire la fede cattolica:

Non ho mai messo in dubbio l'esistenza del divino. [...] Mi sono reso conto della mia incompletezza agli occhi di ogni divinità possibile e questa realizzazione della mia incompletezza insieme all'incontro di Dio e di me stesso in relazione a Dio è stata l'esperienza più orribile e dolorosa di tutta la mia vita (tutto questo dopo aver accettato l'incarnazione come la cosa più geniale compiuta da Dio). La sofferenza che ho sperimentato nell'avvicinarmi a Dio è rimasta da allora ineguagliabile, in termini di sofferenza, chiarezza e pace.

Nonostante tutto questo pensiero religioso, mi reputo una persona abbastanza razionale, e ho bisogno di ragioni per motivarmi ad agire.

La critica a chi cerca il male nel black metal

Come abbiamo già detto, Emil Lundin dopo la conversione al cattolicesimo ha continuato a fare musica black metal in una maniera molto ortodossa: non ha account sui social network, è molto critico nei confronti di chi spettacolarizza la musica black metal e disprezza chi scambia la musicalità a scapito della purezza del “black”.

Dopo la conversione, a queste sue posizioni si è aggiunto lo sdegno per chi, attraverso la musica black metal, crede di diventare cattivo, malvagio o satanico. Riportiamo parte di una feroce e volgare invettiva contro questo tipo di artisti:

Lodate Dio, continuate a riunirvi in collettivi, continuate a farvi i selfie di gruppo, ma non chiamatelo espressione di una vostra religione. Siete circondati dalla grazia di Dio. Riconoscete semplicemente questo. Non fingete di essere malvagi. Semplicemente, non lo siete.

Black metal e Chiesa Cattolica sono compatibili

Qualcuno potrebbe pensare che Emil Lundin abbia confuso il cattolicesimo con un generico cristianesimo professato pubblicamente, come capita con tanti artisti che si professano cristiani facendo riferimento a buoni sentimenti filantropici e a una visione molto teorica di Gesù Cristo. Ma Emil Lundin ha un’idea molto precisa della necessità reale della Chiesa Cattolica:

Si può certamente adorare in solitudine, e la tradizione cristiana ha molti esempi di eremiti in tutti i periodi della sua storia, ma la Chiesa non è in alcun modo contraria alle idee del suo fondatore (Gesù), e su suo mandato deve condividerne i misteri, amministrare i sacramenti e riunirsi nella comunione della sua vita in carne e sangue.

[...] Poiché la Chiesa è stata in grado di conservare l'autentica dottrina cristiana fino ai miei giorni e mi ha permesso di abbracciarla, non ne metto in discussione la tradizione.


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