Dieci anni di sbarchi: come sono cambiati i flussi migratori nel Mediterraneo

di Francesco D'Ugo, 25 ottobre 2018

Dal 2009 al 2018 sono arrivati in Europa attraversando il Mediterraneo quasi 2 milioni di migranti, che nell’ultimo hanno preferito passare dalle coste spagnole. Le rotte seguite per raggiungere il nostro continente, infatti, non sono sempre state le stesse in questi 10 anni.

Possiamo vedere dal grafico in basso che, dividendo idealmente i percorsi in tre rotte principali (occidentale, centrale e orientale), la più attraversata finora nel 2018 è stata quella occidentale, che collega il Marocco alla Spagna.

 

 

A dirlo è uno studio del Pew Research Center sui dati di Frontex e dello United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR).

Fino a quest’anno però la via occidentale era la meno percorsa, contando dal 2009 il passaggio di meno di 90mila migranti. Tuttavia solo nei primi 8 mesi del 2018 sono arrivati sulle coste della Spagna 28mila migranti, quasi il 30% in più rispetto alle altre due rotte, quella centrale (che va dal nord Africa all’Italia) e quella orientale (dalla Turchia alla Grecia), che ne hanno visti arrivare 20mila ognuna.

Una ragione valida si può ritrovare nel fatto che la Spagna ha permesso di recente  alle navi che trasportavano migranti di attraccare quando venivano respinte dagli altri governi europei.

Dieci anni di sbarchi sulle coste Europee

Nel corso degli ultimi 10 anni, la rotta orientale verso la Grecia è stata quella maggiormente percorsa, con 1.2 milioni di arrivi dal 2009. Più delle altre due rotte sommate insieme. Il 73% di questi arrivi risale al 2015 a causa dei conflitti in corso in Siria, Iraq e Afghanistan.

Il flusso da questa direzione ha iniziato a scemare nel 2016, in seguito a un accordo tra Turchia e Unione Europea: la Turchia avrebbe infatti accettato di accogliere i migranti diretti in Europa in cambio di incentivi economici e non.  

Seguendo il rapporto, il secondo canale più percorso dalle migrazioni,è quello che porta dal nord Africa all’Italia. Dal 2009 infatti sono arrivati 780mila migranti, anche se quest’anno i numeri sono calati: i 20mila sbarcati hanno rappresentato il numero più basso di arrivi dal 2012. Cosa in parte dovuta alle recenti politiche italiane, più rigide rispetto a prima, e al coordinamento del governo con la guardia costiera libica.

Ad ogni modo, dopo un picco nel 2015, le migrazioni verso l’Europa sono calate di molto.

Le morti in mare

I tentativi di attraversare il Mediterraneo sono stati mortali per circa 17mila persone dal 2014, con una maggior concentrazione di tragedie in mare nella rotta centrale (secondo UNHCR  1 ogni 18 migranti perde la vita nella traversata dal nord Africa all’Italia). Le morti in mare, rappresentano circa l’1-2% dei migranti che ogni anno attraversano il Mar Mediterraneo.

Migranti, da dove vengono?

Le regioni di principale provenienza dei migranti sono il Medio Oriente e il Nord Africa. Dei 2 milioni di migranti sbarcati in Europa dal 2009, oltre la metà (più di un 1 milione) erano provenienti dalla Siria e dall’Iraq insieme a una percentuale più di ridotta di marocchini e tunisini.  Circa 620mila, invece, sono arrivati dall’Africa Sub-Sahariana, in particolare da Eritrea, Nigeria e Somalia. Mentre 390mila migranti sono giunti dall’Asia, principalmente da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh.

 

“E l’Europa che fa?”

Nei prossimi mesi sono previsti diversi incontri in UE per discutere le migliori politiche per affrontare le migrazioni. Ad ogni modo quello che sappiamo finora è che da una parte l’Unione Europea ha proposto di dare più soldi agli stati membri che accolgono migranti, dall’altra che c’è la prospettiva di assumere 10,000 nuovi operatori Frontex entro il 2020 e di investire ingenti cifre in Africa per lo sviluppo economico e la prevenzione dell’emigrazione.

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