Al Sinodo dei vescovi il Papa invita un rabbino

di Luigi Accattoli, Corriere della Sera, 25.9.08

I rabbino capo di Haifa avrà la qualifica di “delegato fraterno”, riservata ai cristiani non cattolici

CITTÀ DEL VATICANO — Ebrei fanno parte da tempo delle Pontificie accademie, insegnano nelle Università del Papa e ultimamente scrivono sull'Osservatore Romano ma mai si era visto un rabbino parlare a un Sinodo dei vescovi: avverrà il 6 ottobre, appunto nell'aula del Sinodo, alla presenza del Papa.

Questa «prima volta» tocca a Shear-Yashuv Cohen, rabbino capo di Haifa e membro della commissione mista Israele-Vaticano: sarà il primo ospite non cristiano di un'assemblea sinodale e parlerà della «centralità » della Scrittura nella vita dell'ebreo osservante.

Il rabbino Cohen avrà la qualifica di «delegato fraterno » che fino a oggi era riservata ai rappresentanti delle Chiese cristiane diverse dalla Cattolica.

Ma si sa che Giovanni Paolo II ha chiamato gli ebrei «fratelli maggiori» ed ecco che Papa Ratzinger ha voluto che al Sinodo sulla «Parola di Dio» (5-26 ottobre) fosse presente anche un rappresentante dell'ebraismo da cui i cristiani hanno ricevuto le Scritture che chiamano «Antico Testamento».

Il rabbino non ne fa mistero e ha confessato di aver accettato l'invito «con un pizzico di trepidazione». «Alcuni leader rabbinici — ha detto alla agenzia dei vescovi americani Cns che lo ha intervistato — ritengono che il dialogo interreligioso sia semplicemente un altro modo per convincere gli ebrei a diventare cristiani e si sono opposti al mio intervenire al sinodo».

«Se hanno ragione — ha detto ancora — sto commettendo un errore, ma credo che non sia questa la situazione ». Parlare al Sinodo per Cohen sarà un avvicinarsi al giorno in cui «tutti i popoli si riuniranno insieme per rendere grazie a Dio».